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Intervista con Roberto Venditti (Legacy Cup Winner)

Ciao a tutti e bentornati ad un altro articolo sul Legacy! Nell’ intervista che segue potete trovare l’intervista ad uno dei giocatori di cui il panorama romano va più fiero, fondatore e massimo rappresentante di un archetipo nonchè vincitore dei Legacy Nationals a Roma: Roberto Venditti!

1)Parlaci un po’ della tua carriera; come hai iniziato a giocare a magic e come ti sei appassionato al Legacy?

Ho iniziato a giocare a Magic nel 1994 con le revised appena arrivate in Italia, ero piccino ma mi piacevano molto i giochi da tavolo e queste nuove figurine collezionabili erano una novità assoluta che mi ha subito conquistato.Per molti anni ho giocato in modo pressoché amatoriale, principalmente con i miei fratelli e con gli amici, per sempre indimenticabili saranno quelle partite giocate sui cofani delle auto in sosta o su qualche muretto per la strada. All’epoca una delle giocate che amavo di più fare era: palude, rito oscuro, spettro ipnotico; con il mio mono nero non temevo nessuno. Quando sono stati creati i formati, non potendomi permettere le P9, ho da subito iniziato a giocare Tipo 1,5 l’attuale Legacy, ma sempre in modo non competitivo. Per alcuni anni ho addirittura accantonato un po’ il gioco, in casa però c’era mio fratello, più piccolo di me che mi continuava a parlare della nuova espansione e della “bomba” da poco stampata, tenendomi aggiornato sulle novità, di tanto in tanto facevamo qualche partita in casa, ma lascio a voi indovinare i risultati quando io utilizzavo ancora i riti oscuri per evocare Hypnotic Specter mentre lui per giocare Infernal Tutor

Più o meno nel 2010 ho deciso che era il momento di dedicare più tempo al gioco con il quale sono cresciuto ed ho ricominciato a partecipare ai tornei, decisi di giocare prima mono nero pox per poi passare al BG Pox, il nero è da sempre stato il mio colore preferito. Per i primi periodi non riuscivo ad inserirmi nelle top8 dei tornei a cui partecipavo perché conoscevo pochissimo del metagame, ed ero poco aggiornato sulle nuove carte stampate quindi ogni match era una continua scoperta di cose nuove. Nel tempo poi. Sono passato a giocare Nic Fit provandolo in moltissime varianti per poi appassionarmi a Maritocrazy chiamato dai più Turbo Depths.

2)Non tutti lo sanno, ma ti puoi considerare il fondatore di Turbo Depths sia a livello di archetipo che a livello di community. Da cosa è nato questo amore e come si è sviluppato?

Il mio amore per questo mazzo iniziò in un pomeriggio autunnale del 2013, in estate avevano da poco cambiato la regola sui permanenti leggendari, fino a quel momento se si controllavano due permanenti leggendari con lo stesso nome venivano distrutti entrambi, ma con la novità introdotta uno veniva sacrificato e l’altro restava sul campo di battaglia. Quel giorno mio fratello Giorgio stava vedendo su YouTube video di partite di Magic a caso, mi chiama e mi dice: “Robè viè un po’ qui che me sto a sentì male, ti devo far vedere questo video”

C’era un ragazzo che parlava della sua invenzione “Maritocracy” e spiegava i perché di alcune carte, mentre faceva vedere Into the North spiegando che poteva prendere sia terra base innevata che Dark Depths, la mia attenzione e curiosità crescevano, l’idea di giocare una carta buffa come Not of This World in legacy mi affascinava, ma la cosa che più mi impressionò fu la scelta delle terre, oltre a giocare Gemstone Mine ve City of Brass aveva Pendelhaven e Okina Temple to the Grandfathers, il tutto per evitare di far castare un Submerge gratis ai suoi avversari, questo mi fece impazzire, uscì immediatamente di casa ed andai a comprare le carte che mi mancavano per costruire quel mazzo, odio il mainstream e dovevo di certo provarlo!

Dopo averlo giocato per un paio di volte, cominciai a fare modifiche ed esperimenti sia per la main che per la side, sempre grazie all’aiuto di Giorgio, che di tanto in tanto ha messo nel cassetto il suo amato Storm per giocare Maritocracy, 75 carte uguali ed avere così due impressioni, purtroppo non c’erano molte liste online dalle quali prendere spunti come per altri mazzi.

La svolta definitiva del mazzo rispetto alla lista ibrida di Michael Augustine è stata l’aggiunta del nero con le Vampire Hexmage, le Urborg Tomb of Yawgmoth, gli scarti ed  Abrupt Decay per la side; li ho deciso che avrei chiamato il mazzo in maniera leggermente diversa dalla versione originale MaritocraZy, il chiaro gioco di parole tra meritocrazia e Marit Lage della versione iniziale con l’aggiunta del crazy finale, perché si, questo mazzo è davvero pazzo!

Giocando in tornei locali, alcuni amici sono rimasti colpiti da Maritocrazy ed hanno a loro volta iniziato a giocarlo, ho deciso allora di creare un gruppo su Facebook dedicato dove scambiarci idee, opinioni e report dei tornei. Il gruppo conta oggi quasi 300 iscritti. Doveroso ringraziare oltre a mio fratello Giorgio, Pietro Francesco Ianniello, Guglielmo Baldelli, Guidi Nicola e Marco Amateis, sono stati loro i primi iscritti con i quali c’è stato parecchio confronto, anche un semplice report condiviso è stato utile per migliorare.

3) Quali cambiamenti sensibili il nero ha permesso e quali sono le varianti più diffuse/competitive del mazzo?

L’aggiunta del nero ha reso il mazzo più performante, per un combo le protezioni sono fondamentali ed avere la possibilità di giocare Thougthseize e Duress incrementa di molto le possibilità di portare a termine il nostro piano, rende il mazzo più veloce perché aggiunge la possibilità di togliere tutti i segnalini su Dark Depths con Vampire Hexmage, creatura molto versatile che ci consente all’occorrenza di avere Maindeck una rimozione per planeswalker fartidiosi, o di scaricare un Chalice of the Void oppure una Aether Vial, in fine ci regala Abrupt Decay ed Assassin’s Trophy per la side, entrambe rimozioni molto forti.

4) Recentemente hai portato a casa la Legacy Cup dei Nazionali a Roma, un grande traguardo; raccontaci del torneo e dei match che hai trovato più interessanti

Il racconto dei nazionali va iniziato sicuramente con un aneddoto: a marzo partecipo alle MKM Series a Roma, turno 1 incontro Ur Delver e muoio da Blood Moon, Turno 2 D&T muoio sia in g1 che in g2 da Magus of the Moon, Turno 3 Elfi, vinco io 2-1 ma mi gioca Blood Moon in g2. Turno 3 Reanimator vinco 2-0 per fortuna almeno lui non gioca Blood Moon, la partita finisce in fretta, mi alzo e due tavoli più in là vedo un 4c control giocare Blood Moon. Al 5 turno muoio da Show and Tell, indovinate un po’ per colpa di chi? Blood Moon! Per fortuna quel giorno sono riuscito ad evitare uno dei tantissimi Mono Red stompy. Preso un po’ dallo sconforto decido di non giocare per almeno un mese ed a malincuore considero l’idea di studiare un altro deck da portare ai nazionali. Provo a giocare Burning Show, tornei locali ma con discreti risultati e mi convinco che sia una buona scelta, lo testo moltissimo per tutta l’estate… arriviamo alla mattina dei Nazionali, sono a casa con mio fratello che scriviamo le liste dei nostri mazzi, lui Burning ANT ed io Burning Show, finisco di scrivere, ricontrollo e dico: “Giò non posso giocare il combo più falso della storia, se devo morire, meglio morire con onore e stile!”

Arriviamo all’hotel Ergife ed io mi sento leggiadro e tranquillo come se avessi appena fatto pace con il mio grande amore.

Turno 1 Eldrazi Stompy 2-1. Match abbastanza facile ma perdo la prima partita perché decido di tenere una mano a 6 che andava nuovamente mulligato. Maritocrazy puo mulligare tranquillamente mentre Show lo soffre di più, i mesi precedenti passati a giocarlo hanno impostato la mia mente a non scendere sotto le 6 carte.

Turno 2 Burn, 2-1. Altro mu semplice ma perdo nuovamente la prima perché tengo una mano a 6 decisamente brutta.

Turno 3 Tezzeretor Grixis 2-1. Anche qui mi rifiuto di mulligare a 5 e sono costretto ad inseguire. In g2 lui si tappa per giocare Blood Moon, in risposta prendo mana dalle mie terre, faccio risolvere Moon, prima che il magico pool del mana si svuoti per il cambio fase, gioco Crop Rotation per cercare Dark Depths che entra come montagna e senza segnalini, lancio Abrupt Decay sulla luna ed il gioco è fatto.

In g3 un Transmute Artifact per Ensnaring Bridge fa sentire al sicuro il mio avversario che però non ha fatto i conti con Rite of Consumption.

Decido che non posso inseguire per tutto il torneo, se una mano va mulligata devo farlo, senza paura come avevo sempre fatto, in fondo Turbo Depths è un mazzo estremamente ridondante.

Turno 4 Grixis Control 2-0 mulligan in entrambe i game e porto a casa il risultato in agilità.

Turno 5, arriva il primo ed unico stop della giornata Miracle 0-2, risultato bugiardo per come è andata, ma tant’è.

Turno 6 BR Reanimator 2-0. Crop Rotation e Bojuka Bog fanno il loro sporco lavoro già in g1 ed una Surgical Extraction abbinata ad una mia scombata abbastanza rapida chiudono la partita

Turno 7 ID e si va in top8

Top8 Miracle 2-0. Sylvan Safekeeper protegge Marit Lage in g1 ed in g2 applico il mio piano preferito, Boseiju,Who Shelters All  e Rite of Consumption.

Top4 Big Eldrazi 2-0. Scombata fast in g1 ed in g2 Rite of Consumption archivia la pratica quando sul campo di battaglia c’era un Ensnaring Bridge.

Finale BR Reanimator 2-1. g1 il solito Bojuka Bog risolve la pratica; g2 mulligan a 4 e per un soffio non riesco a strapparla; g3 Surgical Extraction e scarti smontano la mano al mio avversario che finisce per essere picchiato da Vampire Hexmage ed Elvish Spirit Guide per alcuni turni finché Marit Lage non esce dalle profondità per chiudere definitivamente la questione.

5)Come ti trovi nel meta dopo il Ban di luglio ?

Credo che il ban di Gitaxian Probe e di Deathrite Shaman abbiano giovato a Maritocrazy; l’assenza di sciamano ha sicuramente fatto aumentare la presenza di Reanimator in particolare della versione BR, mu con cui mi trovo a mio agio; questo ha portato ad una diminuzione di D&T, match molto sfavorevole. La sonda è stata una perdita importante soprattutto per Storm, facendone diminuire il numero la “Tempesta” è difficile da attraversare per Marit Lage. Anche Show senza Gitaxian Probe ha rallenta un pochino. In fine il rallentamento dei mazzi delver dovuto alla mancanza di Deathrite Shaman fa si che siano mu ancora più favorevoli di prima. In conclusione per come ho analizzato io la cosa, mi sento di dire che Turbo Depths abbia guadagnato dai due ban.

6) Poco dopo la tua vittoria tuo fratello Giorgio ha vinto il Paupergeddon a Roma! Mi viene da pensare che sia una cosa di famiglia

Ai nazionali Giorgio ha perso l’ingresso in top8 nell’ultima sfida, sarebbe stato fantastico ritrovarci in finale. È un giocatore bravissimo e lo ha dimostrato vincendo il Paupergeddon. Sono convinto che sia molto più forte di me, purtroppo per via dei suoi mille impegni, al momento riesce a ritagliarsi poco tempo da dedicare al legacy.

7) Quanto è importante la community in un formato come il Legacy e cosa secondo te potrebbe fare la Wizards of The Coast per renderlo migliore ?

La community è fondamentale per un formato come il Legacy dove è sempre più difficile vedere facce nuove a causa del costo elevato delle staples. L’ambiente romano in questo è fantastico, si prestano carte o mazzi interi per consentire a tutti di giocare. L’organizzazione annuale del Legacy Invitational secondo me ha contribuito a far aumentare la partecipazione alle leghe cittadine ed anche questa è un idea partita dalla community di Bologna. Credo che tutto ciò che crea aggregazione è salutare per il futuro del gioco.

Pur possedendo tutte le dual, parecchie tra le staples più costose ed avendo la possibilità di montare moltissimi dei mazzi legacy, sarei felice se la Wizard abolisse la reserved list ed iniziasse a ristampare tutto, dando la possibilità a nuovi giocatori di potersi affacciare al fantastico mondo del Legacy.

Con questa perla di saggezza ,da parte di un giocatore ormai veterano del formato, si conclude l’intervista; nei prossimi articoli ci saranno approfondimenti sul meta e il deckbuilding in Legacy!

Gian Marco Pagano

 

Giocatore di Magic dall'uscita di Mirrodin, fanatico del Legacy, alterer nel tempo libero.

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